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Correlazioni in Medicina



Chemioterapia di induzione seguita da chemioradioterapia concomitante ( chemioradioterapia sequenziale ) versus chemioradioterapia concomitante da sola nel tumore testa-collo localmente avanzato


L’efficacia relativa dell’aggiunta di chemioterapia di induzione alla chemioradioterapia rispetto alla chemioradioterapia da sola per pazienti con carcinoma testa collo non è ben definita.

PARADIGM è uno studio di fase III, multicentrico, in aperto, che ha confrontato l’uso della chemioterapia di induzione con Docetaxel, Cisplatino e Fluorouracile ( TPF ) seguita da chemioradioterapia concomitante con la sola chemioradioterapia concomitante a base di Cisplatino in pazienti con tumore testa-collo localmente avanzato.

Pazienti adulti con tumore del testa-collo non-trattati in precedenza, non-metastatici e di nuova diagnosi erano eleggibili per lo studio.

I pazienti erano considerati eleggibili se avevano un tumore non-resecabile o con una bassa curabilità chirurgica basata sullo stadio tumorale avanzato ( 3 o 4 ) o sullo stadio dei linfonodi regionali ( 2 o 3, eccetto T1N2 ), o se erano candidati per la preservazione d’organo.

I pazienti sono stati assegnati in maniera casuale e in un rapporto 1:1 a ricevere chemioterapia di induzione con 3 cicli di regime TPF seguita da chemioradioterapia concomitante con Docetaxel o Carboplatino o alla sola chemioradioterapia concomitante con 2 cicli di Cisplatino in bolo.

I fattori di stratificazione sono stati performance status dell’Organizzazione mondiale della sanità ( OMS ), sede della malattia primaria e stadio.

L’endpoint primario era la sopravvivenza generale; le analisi sono state condotte per intention-to-treat.

L’arruolamento è terminato a dicembre 2008 a causa della bassa velocità di reclutamento.

Nel periodo 2004-2008, sono stati arruolati 145 pazienti in 16 siti.

Dopo un follow-up mediano di 49 mesi ( intervallo interquartile IQR 39-63 ), 41 pazienti sono deceduti ( 20 nel gruppo chemioterapia di induzione seguita da chemioradioterapia e 21 in quello solo chemioradioterapia ).

La sopravvivenza generale a 3 anni è stata del 73% nel gruppo chemioterapia di induzione seguita da chemioradioterapia e del 78% nel gruppo solo chemioradioterapia ( hazard ratio, HR=1.09; p=0.77 ).

Un numero superiore di pazienti ha mostrato neutropenia febbrile nel gruppo chemioterapia di induzione seguita da chemioradioterapia ( 16 pazienti ) che in quello solo chemioradioterapia ( 1 paziente ).

In conclusione, benché i risultati di sopravvivenza siano buoni in entrambi i gruppi non sono state notate differenze tra i pazienti trattati con chemioterapia di induzione seguita da chemioradioterapia e quelli trattati con la sola chemioradioterapia.
Non può essere esclusa la possibilità che una differenza nella sopravvivenza non sia stata identificata a causa dell’interruzione precoce dello studio.
I medici dovrebbero utilizzare le loro capacità di giudizio basate sui dati disponibili, nel decidere il trattamento migliore per il paziente.
L’aggiunta della chemioterapia di induzione resta un approccio appropriato per la malattia avanzata con alto rischio di fallimento locale o distante. ( Xagena2013 )

Haddad R et al, Lancet Oncol 2013; 14: 257-264

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